Questo op-ed è stato inizialmente pubblicato sul sito di ClimaEuropa, un manifesto per l’Europa con al centro l’azione per il clima e un Green New Deal europeo.

Durante gli ultimi cinque anni Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, Maroš Šefčovič, Vicepresidente incaricato per l’Unione energetica, e Miguel Arias Cañete, Commissario europeo per l’energia e il clima hanno insistito che “dobbiamo garantire che la transizione ecologica sia giusta e socialmente accettabile per tutti. La transizione ecologica deve essere solidale, o non sarà”.

Durante gli ultimi cinque anni Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, Maroš Šefčovič, Vicepresidente incaricato per l’Unione energetica, e Miguel Arias Cañete, Commissario europeo per l’energia e il clima hanno insistito che “dobbiamo garantire che la transizione ecologica sia giusta e socialmente accettabile per tutti. La transizione ecologica deve essere solidale, o non sarà”.

Il caso della lotta contro la povertà energetica, un fenomeno che riguarda almeno 50 milioni di persone in tutta Europa,è perfettamente emblematico, in quanto le sue sfide si trovano al nodo di congiunzione tra questioni sociali, energetiche e climatiche. L’Italia, come molti altri paesi dell’Unione Europea, non è ancora in grado di fornire una risposta realmente integrata e di lungo termine per attenuare il fenomeno. Il quadro europeo è assolutamente fondamentale per orientare le future politiche nazionali sulla povertà energetica e trovare soluzioni adeguate a questa ingiustizia strutturale.

Nonostante l’Italia sia un paese in cui quasi tre famiglie su quattro sono proprietarie della propria abitazione, il 10% di esse ha difficoltà a pagare le bolletteed accumula debiti con i propri fornitori di elettricità o gas, mentre il 15,2% ha difficoltà a riscaldare sufficientemente la propria abitazione. Il recente indice EDEPI sviluppato da OpenExpcon la coalizione Right To Energy, evidenzia la prevalenza della povertà energetica estiva in Italia e l’inefficacia delle politiche volte a limitare il consumo energetico negli immobili. Questi due punti sono assolutamente critici per comprendere l’impatto sociale e ambientale della povertà energetica.

Secondo questo indice, in Italia, il problema della povertà energetica non riguarda tanto la spesa energetica all’interno della spesa totale delle famiglie, quanto la scarsa qualità degli edifici (cioè bassa efficienza energetica) e dalle perdite dai tetti, che portano all’incapacità di mantenere la casa calda in inverno e fresca in estate. L’attuale sistema di attenuazione attraverso bonus energetici, spesso percepiticome un sussidioal consumo,non èsufficienteper affrontare il fenomeno. In breve: le risposte estremamente frammentarie implementate in Italia non riescono a evitare l’aumento della povertà energetica e le questioni legate al cambiamento climatico. Le prime vittime di queste risposte incompletesono le famiglie colpite dalla povertà energetica.

Come suggerito dall’ultimo pacchetto europeo per l’energia “Energia pulita per tutti“, gli sforzi dovrebbero essere indirizzati verso un’efficienza energetica strutturata e l’empowerment a lungo termine dei consumatori. Più del 10% della popolazione europea non èin grado di mantenere la propria casa sufficientemente calda. I ritardi nei pagamenti delle bollette e le cattive condizioni abitative di solito aggravano il problema. La povertà energetica è una questione complessa, causata da numerosi fattori tecnici, ambientali, socioeconomici e personali, ben analizzata grazie a delle iniziative come la creazione dell’Osservatorio europeo sulla povertà energetica.

Con l’insieme di direttive del Pacchetto Energia Pulita, la Commissione Europea sta ora spingendo gli Stati membri ad adottare una definizione che tenga conto dei livelli di reddito, della quota di spesa energetica, del reddito disponibile, dell’efficienza energetica delle abitazioni, della dipendenza critica dalle apparecchiature elettriche per motivi di salute, età o altri criteri. La definizione obbliga gli Stati membri a monitorare e analizzare il fenomeno e a proporre misure appropriate per proteggere i clienti vulnerabili. Gli elementi inclusi nelle definizioni avranno un’incidenza a livello politico, consentendo a specifiche categorie di persone di essere maggiormente protette, e agli Stati membri, di utilizzare linee di bilancio diverse. Tuttavia, senza piani nazionali e regionali integrati, sarà impossibile trovare risposte su larga scala alle difficoltà individuali.

La prossima Commissione europea avrà il difficile compito di controllare l’applicazione del pacchetto sull’Unione energeticae di estenderlo ad altri settori, come l’accesso a trasporti pubblici sicuri, meno inquinanti e a prezzi accessibili. Questo lavoro sarà decisivo per garantire che nessuno venga lasciato indietro. Pertanto, la Commissione dovrà incoraggiare i paesi e le regioni europee a fornire piani per affrontare le cause profonde delle disuguaglianze per permettere ai soggetti più vulnerabili di uscire dalla povertà energetica. Come punto di partenza, i Governi dovranno promuovere finanziamenti adeguati per consentire agli enti pubblici locali, regionali e nazionali di attuare politiche intersettoriali e riconoscere la pluralità delle cause della povertà energetica, consentire discussioni multisettoriali e proporre soluzioni integrate, sostenibili e su misura. Questo approccio contribuirà a sostenere le persone colpite dalla povertà energetica e a costruire una giustizia sociale e climatica di lungo termine.

Il caso della lotta contro la povertà energetica, un fenomeno che riguarda almeno 50 milioni di persone in tutta Europa, è perfettamente emblematico, in quanto le sue sfide si trovano al nodo di congiunzione tra questioni sociali, energetiche e climatiche. L’Italia, come molti altri paesi dell’Unione Europea, non è ancora in grado di fornire una risposta realmente integrata e di lungo termine per attenuare il fenomeno. Il quadro europeo è assolutamente fondamentale per orientare le future politiche nazionali sulla povertà energetica e trovare soluzioni adeguate a questa ingiustizia strutturale.

Nonostante l’Italia sia un paese in cui quasi tre famiglie su quattro sono proprietarie della propria abitazione, il 10% di esse ha difficoltà a pagare le bollette ed accumula debiti con i propri fornitori di elettricità o gas, mentre il 15,2% ha difficoltà a riscaldare sufficientemente la propria abitazione. Il recente indice EDEPI sviluppato da OpenExp con la coalizione Right To Energy, evidenzia la prevalenza della povertà energetica estiva in Italia e l’inefficacia delle politiche volte a limitare il consumo energetico negli immobili. Questi due punti sono assolutamente critici per comprendere l’impatto sociale e ambientale della povertà energetica.

Secondo questo indice, in Italia, il problema della povertà energetica non riguarda tanto la spesa energetica all’interno della spesa totale delle famiglie, quanto la scarsa qualità degli edifici (cioè bassa efficienza energetica) e dalle perdite dai tetti, che portano all’incapacità di mantenere la casa calda in inverno e fresca in estate. L’attuale sistema di attenuazione attraverso bonus energetici, spesso percepiti come un sussidio al consumo, non è sufficiente per affrontare il fenomeno. In breve: le risposte estremamente frammentarie implementate in Italia non riescono a evitare l’aumento della povertà energetica e le questioni legate al cambiamento climatico. Le prime vittime di queste risposte incomplete sono le famiglie colpite dalla povertà energetica.

Come suggerito dall’ultimo pacchetto europeo per l’energia “Energia pulita per tutti“, gli sforzi dovrebbero essere indirizzati verso un’efficienza energetica strutturata e l’empowerment a lungo termine dei consumatori. Più del 10% della popolazione europea non è in grado di mantenere la propria casa sufficientemente calda. I ritardi nei pagamenti delle bollette e le cattive condizioni abitative di solito aggravano il problema. La povertà energetica è una questione complessa, causata da numerosi fattori tecnici, ambientali, socioeconomici e personali, ben analizzata grazie a delle iniziative come la creazione dell’Osservatorio europeo sulla povertà energetica.

Con l’insieme di direttive del Pacchetto Energia Pulita, la Commissione Europea sta ora spingendo gli Stati membri ad adottare una definizione che tenga conto dei livelli di reddito, della quota di spesa energetica, del reddito disponibile, dell’efficienza energetica delle abitazioni, della dipendenza critica dalle apparecchiature elettriche per motivi di salute, età o altri criteri. La definizione obbliga gli Stati membri a monitorare e analizzare il fenomeno e a proporre misure appropriate per proteggere i clienti vulnerabili. Gli elementi inclusi nelle definizioni avranno un’incidenza a livello politico, consentendo a specifiche categorie di persone di essere maggiormente protette, e agli Stati membri, di utilizzare linee di bilancio diverse. Tuttavia, senza piani nazionali e regionali integrati, sarà impossibile trovare risposte su larga scala alle difficoltà individuali.

La prossima Commissione europea avrà il difficile compito di controllare l’applicazione del pacchetto sull’Unione energetica e di estenderlo ad altri settori, come l’accesso a trasporti pubblici sicuri, meno inquinanti e a prezzi accessibili. Questo lavoro sarà decisivo per garantire che nessuno venga lasciato indietro. Pertanto, la Commissione dovrà incoraggiare i paesi e le regioni europee a fornire piani per affrontare le cause profonde delle disuguaglianze per permettere ai soggetti più vulnerabili di uscire dalla povertà energetica. Come punto di partenza, i Governi dovranno promuovere finanziamenti adeguati per consentire agli enti pubblici locali, regionali e nazionali di attuare politiche intersettoriali e riconoscere la pluralità delle cause della povertà energetica, consentire discussioni multisettoriali e proporre soluzioni integrate, sostenibili e su misura. Questo approccio contribuirà a sostenere le persone colpite dalla povertà energetica e a costruire una giustizia sociale e climatica di lungo termine.

Published by marinecornelis

Marine Cornelis works on the social aspects of the energy transition, in particular energy poverty and consumer empowerment

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